Le crescentine montanare sono impropriamente note come tigelle nella pianura emiliana. Tigella è infatti il nome degli stampi di terracotta con cui una volta si cuocevano le crescentine: si mettevano a scaldare fra le braci del camino e poi si impilavano, alternando la pasta lievitata e le foglie di castagno per aromatizzare, finché non fossero ben cotte.

Queste gustose crescentine sono nate dall’esigenza dei nostri nonni di avere un pasto sostanzioso, povero, ma comodo da consumare durante le giornate di lavoro in campagna. Inoltre, durante le lunghe serate invernali, non c’era nulla di meglio che radunarsi intorno al camino per mangiare le crescentine e raccontarsi le storie di un tempo passato.
Oggi le crescentine si cucinano nelle cottole, dischi di ferro che si scaldano comodamente sul fornello, oppure nelle tigelliere di pietra refrattaria. Si gustano ben calde farcite con affettati, formaggi o battuto di lardo condito con rosmarino, aglio e parmigiano reggiano grattugiato.
Prepara le crescentine per i tuoi amici e la tua famiglia con la nostra farina di grani antichi integrale: scoprirai il vero sapore della tradizione della montagna emiliana. Ma attenzione: una tira l’altra!

Sciogli il lievito di birra nell’acqua. Disponi la farina su una spianatoia o nella planetaria, aggiungi l’acqua con il lievito, il latte e infine il sale. Impasta tutti gli ingredienti fino ad ottenere un panetto sodo e compatto.
Copri con un panno umido e lascia lievitare per almeno due ore in un luogo tiepido lontano dalle correnti d’aria.
Forma delle palline di impasto e stendile con il mattarello fino ad uno spessore di circa 1 cm e lascia riposare i dischi sotto ad un panno per 10 minuti.
Cuoci le crescentine nelle cottole o nella tigelliera, ma se sei un vero amante delle tradizioni come noi, puoi cimentarti nella cottura con le tigelle nel camino! Ricordati di mettere i dischi di pasta tra due foglie di castagno durante la cottura: sentirai che sapore!